Nel mondo della pianificazione patrimoniale, due strumenti spesso messi a confronto sono il trust e la fondazione. Entrambi permettono di separare i beni dal patrimonio personale e di perseguire finalità specifiche, ma presentano differenze giuridiche e operative sostanziali che è importante conoscere per scegliere consapevolmente il più adatto alle proprie esigenze.
Il trust è un istituto di origine anglosassone, oggi riconosciuto anche in Italia grazie alla ratifica della Convenzione dell’Aja del 1985, ed è disciplinato mediante il rinvio a ordinamenti stranieri. Si tratta di un rapporto fiduciario: un soggetto (il disponente) trasferisce beni a un altro (il trustee), che li gestisce nell’interesse di uno o più beneficiari o per uno scopo determinato.
La fondazione, invece, è un ente dotato di personalità giuridica. Nasce per volontà del fondatore, che conferisce un patrimonio destinato a perseguire uno scopo, solitamente di natura benefica, culturale o sociale. A differenza del trust, ha una struttura più rigida, formalizzata e soggetta a controlli pubblici.
Entrambi gli strumenti consentono di separare beni dal patrimonio personale, rendendoli in linea di principio non aggredibili dai creditori del disponente (fatti salvi gli obblighi di legge e il divieto di frode):
Il trust può avere una durata limitata nel tempo, anche legata al raggiungimento di un obiettivo, ed è controllato da un protector (facoltativo) e dai beneficiari stessi.
La fondazione, invece, tende ad avere una durata indefinita, con organi di gestione formalizzati e soggetti a controllo pubblico.
| ASPETTO | TRUST | FONDAZIONE |
|---|---|---|
| Origine | Anglosassone | Civilistica |
| Personalitá Giuridica | No | Si |
| Flessibilitá | Alta | Limitata |
| Scopo | Familiare, patrimoniale, successorio | Filantropico, istituzionale |
| Controllo | Privato (protector, trustee) | Pubblico |
| Durata | Limitata o legata a obiettivi | Indefinita |
| Riservatezza | Elevata | Limitata |
Trust e fondazione sono strumenti diversi, ciascuno con i propri punti di forza.
Il trust si adatta meglio a chi desidera una gestione riservata, flessibile e personalizzata di beni o patrimoni, soprattutto in ambito familiare e immobiliare.
La fondazione, invece, è la scelta ideale per chi intende dare vita a progetti di ampio respiro sociale o culturale, destinati a durare nel tempo.
In entrambi i casi, è fondamentale affidarsi a consulenti esperti in grado di comprendere obiettivi, vincoli e aspettative personali o familiari.
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Roberto
Il Trust è un rapporto giuridico fiduciario, mentre la Fondazione è un soggetto giuridico autonomo. Il primo è più flessibile e adatto alla gestione di patrimoni, la seconda è utilizzata per finalità filantropiche o istituzionali.
Sì, anche se l’ordinamento italiano non prevede una legge specifica sul Trust, è possibile istituirlo grazie alla Convenzione dell’Aja del 1985, riconosciuta dalla legge italiana.
crisi aziendali o eredità complesse.
La Fondazione è preferibile quando si vuole perseguire uno scopo stabile e continuativo nel tempo, come la beneficenza, la cultura o l’istruzione, con una struttura giuridica solida e trasparente.
l controllo è affidato al Trustee, ma può essere affiancato da un Guardiano o da un Protector, figure che garantiscono il rispetto della volontà del disponente.
Dipende dagli obiettivi: il Trust offre riservatezza e flessibilità, mentre la Fondazione offre maggiore pubblicità e una struttura più rigida. È sempre consigliabile valutare con un esperto la strategia più adatta.
Ogni percorso professionale è anche umano. Il mio è guidato dalla disciplina marziale, dal rispetto delle regole, dalla precisione dell’arbitrato e dall’ascolto profondo che riservo a ogni persona.